Navelqorai nasce nel 2019 a Milano, in un appartamento al quarto piano di via Vigevano. Matteo Ferraris aveva appena lasciato un'agenzia di comunicazione dove lavorava da sei anni. L'agenzia era brava, i clienti erano grandi, ma ogni progetto passava per quattro livelli di approvazione prima di arrivare al cliente. Il risultato era sempre qualcosa di mediocre che non scontentava nessuno. Matteo voleva fare l'opposto: lavoro diretto, decisioni rapide, nessun intermediario tra chi pensa e chi decide.
Nel 2021 si è aggiunta Giulia Mancuso, che veniva da tre anni di UI design in una startup fintech di Berlino. Giulia portava un metodo diverso: componenti, variabili, sistemi scalabili. Prima di Giulia, lo studio faceva identità visive e poco altro. Dopo, abbiamo iniziato a prendere progetti di interfaccia. Non è stata una scelta strategica. È successo perché avevamo le competenze per farlo bene. Abbiamo rifiutato due offerte di partnership con studi più grandi in quel periodo. Entrambe volevano crescita rapida. Non era quello che cercavamo.
Matteo Ferraris ha studiato comunicazione visiva allo IUAV di Venezia, laureato nel 2013. Ha lavorato per sei anni come senior designer presso Forma Studio a Milano, dove ha gestito identità per clienti nel settore culturale e retail. Nel 2019 ha fondato Navelqorai dopo aver rifiutato una promozione a creative director che avrebbe significato smettere di fare design. Legge manuali tipografici per svago. Sostiene che la maggior parte dei problemi di brand si risolvono con una gerarchia tipografica decente e un po' di coraggio nel togliere.